sabato 28 agosto 2010

Aether Architecture, “Sorry for taking your mirrors”Aether Architecture, “Sorry for taking your mirrors”

Il gruppo di Aether Architecture, trainato da Adam Somlai-Fischer, affronta in maniera radicale i temi dell'apertura e del cambio di paradigma.
“Sorry for taking your mirrors” è infatti una exhibit assai particolare: l'oggetto dell'esporre è, infatti, l'insieme delle metodologie e delle conoscenze costruite e maturate nel corso degli anni da questo gruppo di architetti, designer e creativi. Il sapere metodologico del gruppo viene quindi reso open source, ed esposto/offerto come opera magna: l'opera d'arte è nel processo di apertura e di relazione. In un continum armonico con le altre iniziative dei creatori della “Scattered House”, della “Recombinable House” e del progetto “Aleph”: tutti esperimenti volti ad aprire le pratiche dell'architettura e del design per consentire alle persone di esprimersi e di intervenire sulla realtà: ricombinando, riutilizzando, ricontestualizzando e, sempre, aprendosi.

Dagli autori:
L'architettura si trasforma in un processo sociale, e si basa sulla disponibilità di un consenso, e non è un media mono-autoriale, anche se alcuni architetti insitono nel sostenere il contrario. Con la comparsa di Wikipedia e della blogosfera, le decisioni comuni e l'autorità basata sulla fiducia personale, invece che istituzionle, stanno aumentando costantemente di importanza. Adesso che siamo pronti ad aprire le nostre conoscenze alle possibilità offerte dai processi condivisi, può essere ragionevole assumere che saremo sempre meno disposti ad accettare l'autorità espressa dai professionisti della progettazione>>

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